Posted On Gennaio 5, 2018 In Cyber security, headline With 197 Views

Privacy & Cybercrime: nascondersi per rimanere offline

di Riccardo Colombo

Il termine “Privacy” in ambito tecnologico viene ormai spesso associato soltanto ad attività di tracking su siti web e di profilazione online. Nella cultura legislativa Americana il termine privacy si riferisce al “diritto di stare da soli”; diritto che verrà sempre più a mancare con l’avvento di nuove tecnologie.

 Quanti dati vengono prodotti al giorno?

Secondo un recente studio condotto da IBM ogni giorno vengono prodotti 2.5 Exabytes (2.5 miliardi di Gb) di nuovi dati, trend che secondo IBM è destinato a crescere e che ha portato a generare negli ultimi due anni il 90{ed59674240d1bceea1f547942414ae9aeaa7b975a86bd0e85f2787781cfd52e1} dei dati oggi disponibili. Un numero talmente grande che risulta difficile anche solo da immaginare. La stessa quantità di dati basterebbe a riempire 10 milioni di dischi blu-ray, che se impilati formerebbero una torre alta quattro volte la Tour Eiffel.

Di che dati si tratta?

Non è difficile immaginare che nell’era dei social network uno share piuttosto cospicuo di questi dati sia costituito da foto e video. Come pubblicato da Domo, con il recente studio: Data Never Sleeps 5.0; ogni minuto vengono caricate 300 ore di video su YouTube, condivise 527mila foto su Snapchat e pubblicati 456mila Tweets. Con questa mole di materiale è inevitabile, come spesso ci capita, rimanere involontariamente immortalati nelle attività social di qualche individuo.

“Smartglasses”: chi, come e cosa?

Sebbene individuare una persona, che sta scattando una foto con uno smartphone, sia relativamente semplice, con l’avvento e lo sviluppo di tecnologie come gli smartglasses il momento del click potrebbe non essere più così riconoscibile. Un esempio di questa tecnologia applicata al mondo dei social media sono gli Spectacles, rilasciati da Snap inc. (Snapchat) nel Novembre 2016. Si tratta di semplici occhiali da sole che però alloggiano, all’estremità della montatura, una videocamera in grado di registrare in ogni momento e pubblicare direttamente sulla piattaforma social tutto quello che appare nel campo visivo del proprietario. Un’innovazione senza dubbio interessante per chi desidera condividere i propri momenti ma che lascia poca scelta a chi ne rimane coinvolto.

Solo i social network ci devono preoccupare?

Non sono però solo social network e piattaforme di streaming a generare traffico video. Oltre ai più classici sistemi di sorveglianza di attività commerciali e luoghi pubblici, negli ultimi anni sono stati proposti e sviluppati diversi nuovi servizi: tra i quali start-ups come Planet, Orbital Insight e Rezatec che offrono funzionalità di “Geospatial Data Analytics”. Algoritmi di computer vision e machine learning ingeriscono ed analizzano quotidianamente fotografie di qualsiasi punto della Terra ad alta definizione, scattate da una flotta sempre più in crescita di sonde e satelliti. Le applicazioni sono molteplici e spaziano dal monitoraggio per il trattamento e la gestione delle risorse idriche naturali, a sistemi di analisi ed ottimizzazione di servizi logistici.

Un esempio

Un esempio concreto (pubblicizzato sul sito web di Orbital Insight) è quello di monitorare quotidianamente i parcheggi di una catena di supermercati tramite foto scattate dallo spazio al fine di capire in anticipo se i loro guadagni saranno in crescita o in calo. Start-ups come ArchAerial e FutureAerial offrono invece servizi di “Aerial Mapping”. Un drone sorvola l’area designata dal cliente, scattando foto e girando video, che poi vengono elaborate per produrre carte topografiche ad alta fedeltà o modelli 3D di aree abitate e non.

Autonomous Vehicles

Un settore in rapido sviluppo è quello degli Autonomous Vehicles. Sebbene non ci si aspetti di vedere veicoli totalmente autonomi nell’immediato futuro, alcune soluzioni dotate di funzionalità di guida autonoma sono già in circolazione. Per poter funzionare questi veicoli hanno bisogno di diversi sensori e videocamere, otto nel caso della Tesla Model S, in grado di analizzare l’ambiente circostante e permettere al sistema di muoversi nello spazio. Intel ha recentemente stimato che automobili di questo genere arriveranno a generare 4TB di dati e video ogni giorno. Video che aiuteranno il core del veicolo a stimare le distanze ed individuare pericoli, ma che inevitabilmente riprenderanno tutto quanto si trovi in prossimità. Un vero e proprio servizio di streaming in tempo reale che coinvolgerà inizialmente le aree urbane più dense e che si spingerà poi verso quelle meno popolate.

Quali conseguenze possono avere sulla privacy del cittadino?

Le implicazioni di una produzione così massiccia di materiale visivo sono diverse. In primo luogo di profilazione della persona, sia da un punto di vista commerciale: quali vestiti acquista, dove preferisce fare shopping, qual è il suo colore preferito, ma anche da un punto di vista socioeconomico: dove vive, quanto lavora, quale sport pratica, quanto tempo passa a casa durante la giornata, ed infine da un punto di vista medico: quanto spesso si reca dal dottore o visita una farmacia, se va spesso da un tabaccaio e se si reca frequentemente in fast foods.

Chiaramente non è semplice estrarre informazioni da fonti video grezze, ma la tecnologia, ancora una volta, può essere d’aiuto. Algoritmi, ormai precisissimi, di riconoscimento facciale permetteranno di riconoscere il soggetto inquadrato. Progressi nel machine learning e NLP (Natural Language Processing) permetteranno di capire il dialogo ed interpretare lo stato d’animo degli attori coinvolti; il dialogo potrà essere indicizzato e reso ricercabile grazie a servizi di Speech Analytics come quelli offerti da Clarfy.io.

Una fonte così vasta di informazioni, tecnologie suggestive e sorgenti di dati sempre nuove (si pensi ad esempio al settore IoT) combinata ad un aumento massiccio del Cybercrime costituirà una sfida stimolante per gli esperti di Cyber Security e Cyber Privacy. Soprattutto considerando che con un progresso tecnologico così veloce nuovi metodi di analisi vengono messi a punto di frequente, come mostrato in questo video in cui si recupera l’audio da una registrazione effettuata da una videocamera senza microfono, soltanto analizzando le deformazioni che le onde sonore imprimono su un pacchetto di patatine in un centro commerciale. Non è difficile immaginare come informazioni così dettagliate e analisi precise possano essere sfruttate da criminali per attività illecite.

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