Posted On Luglio 17, 2018 In News, Pagine di storia With 72 Views

LA LUCE DELL’ONESTÀ

Evento itinerante iniziato il 13 dicembre  2015 a Siracusa ed ospitato dai vari comuni del siracusano.

Laura Liistro

La Mostra intitolata “La luce dell’Onestà” è la dimostrazione della grande collaborazione tra la Guardia di Finanza e la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Siracusa che persegue il progetto di sensibilizzazione e conoscenza delle operazioni di recupero di tanti reperti archeologici siciliani .

A partire dagli anni sessanta del Novecento sono state compiute dalla predetta Arma  operazioni di recupero di tanti reperti archeologici  trafugati da clandestini in vari siti archeologici della Sicilia orientale e centro-orientale, soprattutto in necropoli e santuari, in seguito consegnati alla Soprintendenza.

Molti di questi reperti facevano parte di corredi funerari o di ex-voto databili ad epoca greco-romana.

La Mostra, allestita all’interno dell’aula consiliare “Falcone-Borsellino” del Comune di Solarino, ha avuto una quantità di materiale di rilevante valore scientifico e didattico e, per la tipologia di reperti, è stata destinata ad un diverso pubblico per età e fascia sociale.

Tra i reperti esposti a Solarino è stato possibile osservare: due crateri a figure rosse ed alcune lekanai  prodotte dalle officine siciliane e databili IV secolo a.C.

Uno dei fini principali perseguiti nell’allestimento di tale evento itinerante è il fare apprezzare alcuni reperti dalla bellezza unica sottratti illegalmente da siti antichi siciliani.

Grazie all’attività svolta dalla Guardia di Finanza, tali reperti sono rientrati a far parte delle collezioni dello Stato italiano.

Lo scopo principale di tale esposizione è stato l’incidere nella coscienza dei cittadini una particolare sensibilità di collaborazione tra cittadini ed Istituzioni preposte alla tutela del patrimonio culturale alle quali vanno consegnati pure quei reperti presenti sulla superficie dei terreni che possono offrire dati importanti agli specialisti.

È corretto sensibilizzare i cittadini verso tali attività di tutela dei territori così impedendo che altri reperti vengano venduti sul mercato antiquario o collocati nelle diverse collezioni private internazionali.

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